Il credito d'imposta Transizione 5.0 ha smesso di accettare nuove prenotazioni quando il MIMIT ha dichiarato esaurite le risorse con decreto direttoriale del 6 novembre 2025. Le richieste già presentate sono rimaste in lista d'attesa e le imprese che avevano ricevuto dal GSE la 'comunicazione di regolarità tecnica' senza copertura sono diventate i cosiddetti 'esodati'.
Il 31 ottobre 2026 il ministro Adolfo Urso ha firmato il decreto che ne definisce la posizione: circa 197,7 milioni di euro di contributi a fondo perduto, suddivisi in 57,7 milioni per il 2026, 80 milioni per il 2027 e 60 milioni per il 2028, erogati in quote annuali proporzionali ai fondi disponibili. Circa 140 milioni riguardano impianti di autoconsumo da fonti rinnovabili, accumulo incluso, il resto le certificazioni richieste. Il contributo è limitato al beneficio Transizione 5.0 spettante sulle stesse spese e non concorre a formare reddito imponibile. Il decreto non riapre il piano: sono ammesse solo le spese già collegate alle domande escluse, e un successivo decreto direttoriale fisserà la procedura di richiesta.
Per gli installatori: i clienti con pratiche Transizione 5.0 del 2024–2025 devono attendere l'elenco dei beneficiari del MIMIT e la finestra per le domande; i nuovi progetti FV aziendali devono invece utilizzare l'iperammortamento 2026 (maggiorazione del 180%) con moduli prodotti nell'UE.
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