Il disegno di legge finanziaria 2027 (PLF 2027), in discussione all'Assemblée nationale a novembre 2026, contiene due misure rilevanti per il settore solare. L'articolo 28 aggiunge una condizione all'aliquota IVA del 5,5% sui pannelli fotovoltaici: i prodotti devono contribuire alla 'resilienza e sostenibilità' come definite dal Net-Zero Industry Act dell'UE, che consente un trattamento meno favorevole quando un singolo paese terzo fornisce oltre il 50% della domanda UE. Il governo cita la quota della Cina di circa il 94% di moduli e celle e del 50% di inverter e batterie. I criteri sarebbero fissati con decreto congiunto dei ministri del bilancio e dell'energia; il disegno di legge non indica una data.
Un emendamento della commissione finanze del 9 ottobre 2026 che estendeva il 5,5% a batterie e apparecchiature di gestione dell'energia è decaduto con il rigetto della parte delle entrate, e altri due emendamenti sulle batterie sono stati respinti il 2 novembre. La stampa di settore riferisce inoltre che il bilancio punta a una verifica dei contratti S21 esistenti tra 300 e 500 kWc; nessun testo pubblico conferma ancora il meccanismo.
Per gli installatori: costruire i listini 2027 su due scenari IVA, privilegiare moduli con catene di fornitura delle celle documentate UE o non cinesi e con dati sull'impronta carbonica, e vendere l'accumulo sulla base dell'economicità anziché di un'agevolazione fiscale.
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