La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, commi 427–436) ha sostituito l'esaurito credito Transizione 5.0 con una maggiorazione dell'ammortamento. Le imprese che acquistano beni Industria 4.0 o impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili con accumulo tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 deducono ai fini IRES il 180% del costo fino a 2,5 milioni di euro, il 100% tra 2,5 e 10 milioni e il 50% tra 10 e 20 milioni. Il decreto attuativo del 7 maggio 2026 e il DL 38/2026 hanno eliminato il requisito di origine UE per i beni generici, ma non per il fotovoltaico: sono ammessi solo i moduli di cui all'articolo 12, comma 1, lettere b) e c) del DL 181/2023 – celle prodotte nell'UE con efficienza di cella di almeno il 23,5%, oppure moduli bifacciali a eterogiunzione o tandem prodotti nell'UE con almeno il 24%. La potenza non può superare il 105% del consumo medio annuo del sito; le batterie che accumulano la produzione dell'impianto sono ammissibili.
La procedura si svolge sul portale GSE: comunicazioni preventive dal 12 giugno 2026, conferme (entro 60 giorni, con il pagamento di un acconto del 20%) dal 21 luglio, comunicazioni di completamento dal 15 ottobre 2026 (decreto MIMIT del 14 ottobre), termine ultimo di completamento 15 novembre 2028. A metà ottobre erano state presentate circa 22.000 prenotazioni per circa 7 miliardi di euro.
Per gli installatori: verificare il registro ENEA dei moduli prima di quotare, tenere a magazzino moduli con celle UE e documentare efficienza e origine in fattura – un modulo asiatico standard fa perdere il beneficio all'intero cespite FV.
Sintesi informativa redatta sulla base di comunicazioni ufficiali e stampa di settore; le condizioni cambiano — verificare sempre la fonte ufficiale e la data della voce prima di consigliare un cliente.